Le 4 fasi del processo logico corporeo

Le fasi del processo

Il processo si sviluppa in 4 fasi, qui descriveremo in parallelo il lavoro:
sugli strati del sé (in blu),
sui livelli corporei (in verde),
sui livelli di consapevolezza (in nero),
e simbolicamente attraverso le cantiche di Dante (in rosso):

Prima fase

Qui siamo nell’area automatic reflexes della Guida, ovvero il cliente si è reso conto di essere nella selva oscura “che la diritta via era smarrita”, ha osservato una situazione di disagio e per questo chiede aiuto; il counselor considera sempre che esistano dei riflessi automatici, ovvero dei comportamenti ripetitivi che hanno portato alla crisi e alla richiesta d’aiuto, ma non può affrontarli direttamente, pertanto parte dal lavoro sul corpo fisico attraverso il movimento, secondo il principio di carica e scarica. Il movimento carica i segmenti corporei che ostacolano il flusso e la conseguente scarica può liberare energia, cioè si realizza il penetrating the mask, ovvero l’attraversamento del sé maschera. Qui la funzione di osservatore è rivolta alle sensazioni fisiche, alle percezioni legate al corpo e riconoscibili nei diversi segmenti. Il movimento orienta il processo all’inizio e lo riorienta per farlo ripartire ogni volta che cerchiamo una direzione da far prendere al lavoro o dobbiamo far tornare il cliente nel qui e ora. Senza l’attraversamento della maschera, cioè dello strato superficiale della difesa caratteriale, non è possibile lavorare su un piano di realtà, ma si rimane sulla razionalizzazione, sull’idealizzazione, sui pregiudizi e sulle routine di pensiero, sulle emozioni drammatizzate o dissimulate, e da lì non si può scegliere e non ci si può assumere le proprie responsabilità.

Seconda fase

Qui inizia il lavoro che porta all’awareness (accorgersi, rendersi conto), al releasing the lower self, ovvero l’attraversamento del nostro personale inferno, entrando in contatto con le emozioni. Avendo superato la soglia della maschera è così possibile contattare la vera emozione. Ci si pone nella posizione dell’osservatore e si sentono le emozioni sottostanti alla maschera, così si può dar loro nome e voce, riconoscendole, si possono collegare con le informazioni che continuano ad affluire dal corpo, mantenendo l’attenzione sul tema portato.
È un lavoro di scoperta e di contatto con il nostro sé inferiore, in cui si può guardare con coraggio alle limitazioni, agli aspetti distorti, ai talenti negati, cioè ai “modelli di negazione”. Si può riconoscere, come dice la Guida, il nostro personale mix di “fear, self will & pride” vale a dire (paura, volontà egoistica e orgoglio).
A questo livello è possibile proporre il lavoro esperienziale di coppia o di gruppo, poiché la funzione dell’osservatore è attiva sul piano fisico e sul piano emotivo, ed il cliente può agire all’interno dei setting predisposti per sperimentarsi come in un laboratorio. Riconoscere le emozioni sottostanti al disagio ne scopre strati successivi fino ad arrivare al dolore della propria ferita nell’autenticità da adulti senza collassare, e da questa base solida è possibile accettare ciò che siamo, accettare gli altri come simili a noi, e sentire se c’è una volontà di cambiamento, la volontà di cambiare direzione.
In realtà questo è il punto in cui diversi modelli di relazione d’aiuto ritengono concluso il lavoro, o tutt’al più aggiungono una coda relativa allo sperimentare possibilità diverse dalla routine, o trovare un canale espressivo della propria spontaneità creativa. Nel nostro modello l’awareness non è conclusiva del processo, perché riteniamo che, come diceva anche W. Reich, “la rievocazione di un contenuto rimasto fino ad ora inconscio porta sollievo ma non significa guarigione”, e noi intendiamo procedere fino ad accompagnare il cliente fuori dalla prigionia da lui stesso creata.

Terza fase

L’inferno non è infinito, e neanche il nostro sé inferiore lo è, quindi arriva il momento del cambio di direzione: se non avviene, cioè se non esiste una volontà di modificare gli automatismi che hanno portato alla crisi, il processo non può andare oltre e la terza fase non può essere avviata. Anche secondo Dante si esce dall’inferno solo se esiste una volontà chiara, e qui ci si trova davanti la collina del purgatorio e avviene la fase dell’understanding, La comprensione si avvia grazie all’accettazione senza giudizio di ciò che abbiamo visto nel sé inferiore, non diamo più la colpa agli altri, alla sfortuna, ma ci assumiamo la responsabilità delle nostre distorsioni. In questa fase usiamo la mente logica per ricercare le credenze e le immagini che alimentano la nostra maschera, per riconoscere i meccanismi di causa-effetto che ci hanno portato al disagio e alla crisi, e in questo modo possiamo connetterci con la volontà di restituire alle distorsioni la primitiva natura di talenti. In questo consiste la purificazione simboleggiata dal Purgatorio di Dante: la restituzione allo stato di luce di ciò che era stato trascinato nell’ombra. Per usare la metafora della ferita, occorre osservarla, disinfettarla, tenerla pulita e la ferita guarisce da sola. Per John tale purificazione avviene grazie al centering in the higher self, cioè il posizionarsi nel proprio sé superiore, poiché non basta riconoscere e accettare ciò che si è, ma occorre individuare direzione e strumenti per trasformare le distorsioni, e il sé superiore conosce le risposte a tali interrogativi. In tal modo si possono ripristinare gli strumenti, scoprire i talenti, identificare gli obiettivi, riconoscere i veri bisogni. Qui è già possibile che il cliente trovi la risposta a quelle domande che è venuto a porci nel momento in cui ha chiesto aiuto, è possibile che gli sia ormai chiara la direzione da seguire per superare la crisi o il momento di disagio.

Quarta fase

Ultima fase, knowing per la Guida e uncovering the life plan per John. È il Paradiso, nel quale finalmente vediamo al di là delle ombre, gradatamente liberiamo la nostra luce, utilizziamo i nostri talenti disponibili, e semplicemente “sappiamo”. Questo è lo stato dell’essere in cui esiste il libero accesso alle proprie potenzialità e diventa naturale operare scelte, agire senza reagire, sentire e accettare senza giudizio e senza pregiudizi, vivendo nel presente, nel qui e ora. È nel reale flusso dell’energia vitale nei nostri 4 corpi che qui sulla terra abbiamo accesso con lo spirito alla nostra funzione creatrice a cui siamo da sempre destinati e così possiamo manifestare lo scopo di questa vita, la ragione per la quale ci si è incarnati, possiamo fare l’esperienza della beatitudine. Per dirlo più semplicemente, è la fase dell’autorealizzazione. Generalmente si crede che intraprendere un cammino di autoconoscenza e di consapevolezza, significhi “produrre” un’evoluzione, giungere a stati di coscienza più espansi, raggiungere obiettivi più elevati o almeno migliorare qualcosa di sé o dello stato di benessere. Nella nostra concezione, il processo serve per portare alla luce ciò che esiste già da sempre, serve per mostrare al cliente l’accesso al proprio sé superiore dove riposa già la sua totale conoscenza. Il processo serve anche per affrontare le parti limitanti che impediscono l’accesso al sé superiore, o che impegnano così tante energie che nulla resta per la soddisfazione dei veri bisogni.
Ogni volta che il processo giunge a toccare lo spirito, diventa chiaro anche al cliente che l’amore che da sempre ha cercato è disponibile, e che lui stesso è in grado di darlo e di riceverlo ogni volta che desidera, a patto che sia disposto a “cambiare direzione” almeno in parte. È l’amore che lo ha guidato attraverso tutte le fasi del processo, benché distorto o infantile all’inizio, benché sproporzionato o mal diretto, ancora spesso carico di egoismo e di pretese o ostacolato dalle paure. L’amore è lo strumento e la meta. L’amor che move il sole e l’altre stelle.

Pubblicato da

Carlo Gibello

Professional Counselor, ai sensi della legge 4/2013, Formatore e Supervisore iscritto al registro italiano dei Counselor di Associazione REICO. Cofondatore della “Scuola la Commedia”, insegnante, supervisore e responsabile didattico.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *