Pensiero Positivo – Il modo giusto e il modo sbagliato

26 ottobre 2015

Pensiero positivo

Pathwork Guide Lecture No. 13: POSITIVE THINKING: THE RIGHT AND THE WRONG KIND

Ora desidero parlarvi di un argomento molto discusso tra voi, miei amici: il pensiero positivo.

Il pensare positivo è, davvero, essenziale per la persona che voglia crescere spiritualmente. Sfortunatamente, è spesso male inteso e male applicato. Costruire pensieri puliti e corretti che si accordino alla legge divina è, certamente, uno dei fondamenti di un percorso spirituale. Poiché i vostri pensieri sono cose reali, hanno forma e sostanza. Pensieri scorretti prendono forme disarmoniche, che alla fine colpiscono necessariamente le vostre vite e destini. Hanno questo effetto non solo i pensieri consci, ma anche le reazioni emozionali e i pensieri subconsci. In ogni caso, la grande tentazione della persona spiritualmente ed emozionalmente immatura è quella di spingere al di sotto del livello conscio tutto ciò che è fastidioso, dove può fare infinitamente più danno di qualunque pensiero conscio, compreso il peggiore.

Tutto può essere affrontato e fronteggiato se è qualcosa di conscio, mentre cova sotto la cenere, come una bomba a orologeria, quando è inglobato dentro la mente subconscia. Queste forme disarmoniche prendono corpo un pezzo per volta in modo tanto distruttivo quanto il pensiero conscio. Gli studenti diligenti del pensiero positivo sono perciò spesso incoraggiati a fare proprio la cosa più dannosa per loro. Essi si preoccupano talmente di non ospitare alcun pensiero negativo che tendono a spingere tutti i pensieri negativi nel subconscio, e con ciò non guardano alla discrepanza tra quello che essi vogliono pensare e ciò che davvero pensano o sentono.

Dovrebbe essere sottolineato che, dirigendo consapevolmente la volontà, i pensieri possono essere controllati proprio come le azioni; tuttavia, non potete controllare direttamente ciò che provate. Per esempio, potete sapere perfettamente che è sbagliato odiare, ma se l’odio è ancora in voi non potete modificare questa corrente interiore forzandovi a farlo. In maniera simile, se non amate una persona non potete forzarvi a farlo, per quanto fortemente lo vogliate. Il cambiamento può essere raggiunto solo indirettamente tramite un controllo, per così dire, da remoto. Con ogni gradino che salite sul vostro percorso, i vostri sentimenti cambieranno automaticamente, spontaneamente, e gradualmente.

Un modo per raggiungere quest’obiettivo è rendere conscio ciò che è inconscio. Ma il sistema del pensiero positivo lavora nell’altro modo: cerca in tutti i modi di indurvi a convincervi di qualcosa che però esiste solo sulla vostra superficie, e non ha radici in voi. In tal modo voi vivete una menzogna, per quanto sia a fin di bene. E questa è la cosa più nociva di tutte!

Pertanto è imperativo arrivare onestamente a ciò che effettivamente ancora è presente in voi ed affrontarlo. Quando siete così impegnati nel pensiero positivo, per quanto questa sia una cosa giusta se fatta nel modo corretto, potete in parte cadere nel pericolo a causa della vostra buona volontà, e in parte a causa di quella parte in voi che odia riconoscere le correnti spiacevoli dentro di voi. Allora preferite non guardare queste cose, che in realtà sono presenti in voi, rinchiudendole dove fermenteranno e vi remeranno contro più pesantemente dei pensieri che rimangono consci.

Osservate i vostri pensieri, ma osservateli serenamente, con distacco e in modo rilassato, senza sensi di colpa, cosicché possiate percepire quando le vostre emozioni non sono allineate ai vostri pensieri o al modo in cui vorreste che fossero i vostri pensieri e le emozioni. Dovete imparare a vedere il vostro sé inferiore, accettandone l’esistenza presente temporanea. Il vostro sé inferiore è ancora una realtà nel mondo in cui ora vivete, e voi non potete chiudere gli occhi su nessuna realtà a nessun livello.

Un altro equivoco, cattivo uso, o abuso che spesso sorge dal principio del pensiero positivo è il seguente: chiunque vuole essere felice. Questo è un desiderio molto naturale, che proviene sia dal sé superiore che dal sé inferiore, ma solo il sé superiore sa che c’è un prezzo da pagare per la felicità. Il prezzo è tutto il lavoro che si deve fare nel percorso: conoscere sé stessi, superare le proprie distorsioni, imparare le leggi spirituali in generale, e applicarle nel particolare e in modo personale, e così via. Il sé inferiore, d’altro canto, vuole ottenere la felicità con mezzi esterni e senza il prezzo dell’essere vinto. E la base per vincere la natura inferiore è l’auto-conoscenza, l’onestà verso se stessi, e l’esame di sé.

Traduzione in proprio 22/10/2015

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