Il Counseling

11 settembre 2015

PrintINTRODUZIONE AL COUNSELING

una professione in evoluzione

1.   IL COUNSELOR

Il counselor è un esperto in relazioni umane, formato per accompagnare i clienti che affrontano disagi personali, familiari e professionali.

Meritano una citazione le definizioni di Rollo May e Carl Rogers, come padri del counseling: R.May, nel libro L’arte del counseling, scrive:

“la funzione del counselor è quella di portare il cliente ad accettare la responsabilità della propria condotta e degli esiti della propria vita”;

ed anche:

“compito del counselor è quello di assistere il cliente nella ricerca del suo vero sè”.

C.Rogers, nel libro Psicoterapia di consultazione, scrive:

“un counseling efficace consiste in un rapporto flessibile, ma ben strutturato, che permette al soggetto di raggiungere un grado di autocomprensione tale da consentirgli di adottare provvedimenti positivi, alla luce di questo suo nuovo orientamento”

Oggi è in corso a livello internazionale la ricerca di una definizione condivisa del counseling, dal momento che si sono moltiplicati gli sviluppi teorici e le applicazioni pratiche, ma le parole-chiave di May e Rogers -responsabilità, vero sè, autocomprensione- rappresentano ancora il centro della relazione d’aiuto counselor-cliente. Si incontrano altresì espressioni condivise come “creazione di uno spazio sicuro”, “ascolto e supporto”, “assenza di giudizio”, “sviluppo delle risorse del cliente”.

In Italia, il counseling è una relazione d’aiuto, non è una professione sanitaria, non rientra fra le professioni organizzate in Ordini o Albi professionali, pertanto è una professione regolata dalle previsioni della Legge 14 gennaio 2013, n.4, cioè è inclusa fra le professioni per esercitare le quali non è obbligatorio seguire alcun iter specifico. La normativa lascia al singolo professionista la facoltà di qualificarsi professionalmente, intraprendendo un percorso di formazione, di certificazione, di pratica, in totale autoregolamentazione. Esistono associazioni di categoria, regolate dalla stessa legge, che permettono l’iscrizione ai counselor che rispettino determinati requisiti di formazione e di pratica, e le stesse associazioni tengono un registro degli iscritti.

In Europa, la EAC (European Association for Counseling) è la principale associazione cui aderiscono le associazioni nazionali, e l’Italia è rappresentata in essa da Federcounseling; la EAC ha sviluppato uno standard formativo per il counselor, relativo alle materie, al numero di ore di didattica, alla distribuzione fra didattica frontale ed esperienziale, ai tirocini formativi con tutoraggio e supervisioni.

2.   IL NOSTRO CORSO DI COUNSELING

Il corso ha durata triennale, risponde agli standard formativi europei della EAC sopra detta, e rispetta i requisiti delle principali associazioni di counseling italiane.

Il nostro modello teorico raccoglie l’eredità di John Pierrakos, ovvero la Core Energetics, nel percorso di integrazione da lui iniziato con il Pathwork di Eva Pierrakos, recupera le sue basi Reichiane, ed è dunque counseling a mediazione corporea. Utilizziamo come fil rouge la Divina Commedia, simbolica del percorso dell’uomo alla scoperta del vero sè.

La formazione è centrata sulla creazione di un gruppo chiuso, in cui l’apprendimento è mediato dall’esperienza e dall’esempio; in un tale ambiente sicuro, diventa possibile mostrarsi nell’autenticità e condividere i propri vissuti, sperimentando il rispetto e il non-giudizio. Lo sviluppo delle qualità personali necessarie al counselor sarà sostenuto attraverso lavori di gruppo e davanti al gruppo, condivisioni in diadi e triadi, approfondite presentazioni teoriche e discussioni di gruppo. La didattica, frontale ed esperienziale, è affidata a counselor, ad esperti, e a professionisti, in relazione alle diverse discipline oggetto di studio.

L’attenzione costante ai quattro livelli dell’essere umano, cioè corpo, emozione, mente/volontà, spirito, e alle specifiche modalità di rapporto con l’altro permea l’intero corso, sia sul piano teorico che esperienziale.

Il counseling a mediazione corporea rafforza le capacità dell’individuo di riconoscersi e autodeterminarsi, di rapportarsi al mondo e agli altri, di esprimere sè stesso pienamente in modo reale e creativo.

3.   A CHI E’ RIVOLTO IL CORSO

Il corso è aperto a tutti coloro che desiderino accostarsi alla conoscenza dell’approccio corporeo nell’ambito della relazione d’aiuto, mediante un percorso strutturato che comprende la didattica, la sperimentazione personale, e il lavoro su di sè. E’ indirizzato dunque a quanti intendono intraprendere la professione di counselor, a coloro che sono già counselor e desiderano avvicinarsi ad un modello teorico diverso, a chi lavora in ambito sociale e nelle relazioni d’aiuto (insegnanti, assistenti sociali, educatori, infermieri, psicologi, medici, formatori) e vuole acquisire gli strumenti del counseling per la propria attività.

Possono frequentare il corso anche coloro che non intendono farne un uso professionale, ma vogliono affrontare un percorso personale impegnativo ed intenso per riconoscere e sviluppare le proprie potenzialità, e si riservano la possibilità di decidere in futuro sugli eventuali sbocchi professionali.

E’ previsto un colloquio preliminare per coloro che propongono la propria partecipazione, per valutare insieme l’impegno e l’intento di ciascuno, e per verificare che ci sia un interesse specifico del candidato verso le tecniche di lavoro corporeo da un lato, ed il coinvolgimento della dimensione spirituale dall’altro.

Precisiamo che per l’iscrizione al corso di Counseling della nostra Scuola è consigliato, ma non obbligatorio, il Diploma di Scuola Media Superiore; per l’accesso alle principali associazioni di counseling e ai relativi registri il suddetto titolo di studio è invece necessario.

4.   LE COMPETENZE

Il counselor a mediazione corporea che porta a compimento l’iter completo presso la nostra Scuola avrà competenze comunicative e relazionali per offrire al cliente un ambiente di supporto, non giudicante, sicuro; avrà una visione dell’uomo come un’unità funzionale di corpo, emozioni, mente e spirito per lavorare in contemporanea su tutti livelli; saprà utilizzare il lavoro corporeo per ripristinare il flusso di energia nei blocchi corporei; saprà tenere la relazione d’aiuto nel “qui e ora”. In sintesi, conoscerà per esperienza propria e saprà accompagnare altri lungo il percorso di scoperta di sè, delle proprie difficoltà, dei propri talenti, delle proprie finalità.

Il counselor a mediazione corporea può trovare impiego, oltre che come libero professionista, nei settori dell’educazione, della promozione della salute, delle risorse umane, dell’accoglienza; può intervenire efficacemente nella gestione delle problematiche di relazione, in ambito familiare e aziendale; può operare in team con medici, psicologi e operatori sanitari e sociali.

5.   DEFINIZIONI DI COUNSELING

DEFINIZIONE DI ASSOCOUNSELING

Associazione di Counseling

“Il counseling professionale è un’attività il cui obiettivo è il miglioramento della qualità di vita del cliente, sostenendo i suoi punti di forza e le sue capacità di autodeterminazione.

Il counseling offre uno spazio di ascolto e di riflessione, nel quale esplorare difficoltà relative a processi evolutivi, fasi di transizione e stati di crisi e rinforzare capacità di scelta o di cambiamento.

E’ un intervento che utilizza varie metodologie mutuate da diversi orientamenti teorici. Si rivolge al singolo, alle famiglie, a gruppi e istituzioni. Il counseling può essere erogato in vari ambiti, quali privato, sociale, scolastico, sanitario, aziendale.”

DEFINIZIONE DI REICO

Associazione di Counseling

La REICO propone, con il suo Codice Etico e Regolamento di Disciplina, la seguente definizione di Counseling:

“Finalità del counseling è quella di promuovere il benessere psico-fisico e socio-ambientale degli individui, dei gruppi e della comunità, nel rispetto della dignità, dell’autonomia delle persone, senza discriminazione di età, di genere e orientamento sessuale, di razza, di religione, di nazionalità, di condizione sociale, di ideologia, quali che siano le condizioni istituzionali e sociali nelle quali il counselor lavora.

Il counselor, nel rispetto dell’autonomia del cliente, lavora per strutturare una relazione professionale, che gli consenta di offrire alla persona un aiuto finalizzato al benessere di quest’ultima, consapevole costantemente del contesto e delle implicazioni del ruolo.”

DEFINIZIONE DI WHO (World health organization)

Organizzazione Mondiale della Sanità

“Counselling provides a supportive and non-judgemental atmosphere for people to talk over their problems and explore more satisfactory ways of living.”

(trad.: “il counseling produce un’atmosfera di supporto e non giudicante affinchè le persone parlino dei propri problemi ed esplorino modi di vivere più soddisfacenti”)

DEFINIZIONE DI BACP (British association of counselling and psychotherapy)

Associazione di counseling e psicoterapia della Gran Bretagna

“Counselling takes place when a counsellor sees a client in a private and confidential setting to explore a difficulty the client is having, distress they may be experiencing or perhaps their dissatisfaction with life, or loss of a sense of direction and purpose. It is always at the request of the client as no one can properly be ‘sent’ for counselling”

(trad.: “il counseling ha luogo quando un counselor incontra un cliente in un setting privato e confidenziale per esplorare una difficoltà che il cliente sta vivendo, un dolore che sta attraversando o magari un’insoddisfazione nella vita, o la perdita di senso di una direzione o di uno scopo. Avviene sempre su richiesta del cliente, e nessuno può propriamente essere “mandato” da un counselor”)