Autobiografia di John Pierrakos

John Pierrakos sciarpa BluTratto da EROS, LOVE, AND SEXUALITY – The forces that unify man and woman

Copyright 1997 e 2001 – LifeRhythm  – Traduzione in proprio

I was born in Greece on February 8, 1921. My birthplace, Neon Oitylon, is a small village on the Mediterranean with sandy beaches and steep mountains planted with olive groves. It was tranquil and beautiful but it was also a land of splits, a land of disunity. In the middle of the split was the issue of sexuality. Men defended the “honor” of their women by killing each other. We call it “machismo” and in Greece the call it “philotimo”. Growing up in that culture, I felt an ominous force over me; the Greek Orthodox church condemned sexuality – you had to sacrifice the flesh to elevate the spirit. I was surrounded by women: my mother, three older sisters, cousins, and aunts. They were caring and loving but they met some of their needs through me and with that I became dependent on them. My father was absent, traveling in Europe on business. He came home every few months for several days. He was the patriarch, very serious and disciplined. He never played with me, never told me he loved me. I was afraid of him, afraid he would find out about my burgeoning interest in sex with some of the girls around me. My mother was just the opposite; she held me and expressed her love. She called me “effendi”, a Turkish word that means master. It was a common term of endearment for the first male child. She was uncultured but her love gave me security and, ultimately, the ability to freely express my love for a woman.


Sono nato in Grecia il 8 febbraio 1921. Il mio luogo di nascita, Neon Oitylon, è un piccolo villaggio sul Mediterraneo con spiagge sabbiose e con montagne scoscese coltivate a uliveti. Era tranquillo e bello ma era anche una terra di divisioni, di disunione. Al centro delle divisioni c’era il tema della sessualità. Gli uomini difendevano l’onore delle loro donne uccidendosi l’un l’altro. Noi lo chiamiamo machismo e in Grecia si chiama “philotimo”. Crescendo in quella cultura, provavo una forza inquietante sopra di me; la chiesa greca Ortodossa condannava la sessualità – dovevi sacrificare la carne per elevare lo spirito. Ero circondato da donne: mia madre, tre sorelle più grandi, cugine e zie. Esse erano premurose e amorevoli ma in una certa misura soddisfacevano i loro bisogni attraverso di me e così io sono diventato dipendente da loro. Mio padre era assente, poichè viaggiava in Europa per lavoro. Tornava a casa per diversi giorni ogni pochi mesi. Era il patriarca, molto severo e controllato. Non ha mai giocato con me, non mi ha mai detto di amarmi. Lo temevo, temevo che scoprisse il mio crescente interesse verso il sesso con alcune delle ragazze intorno a me. Mia madre era proprio l’opposto; lei mi teneva in braccio ed esprimeva il suo amore. Lei mi chiamava “effendi”, una parola turca che vuole dire Signore. Era un termine comune per vezzeggiare il primogenito maschio. Lei non era istruita ma il suo amore mi ha dato la sicurezza e, in definitiva, la capacità di esprimere liberamente il mio amore per una donna.


We moved to Athens when I was nine. It was a shock to go from village innocence to city life. There was no nature, no sea, no rocks to play on, no fields to roam. I felt imprisoned; I was so furious I would kick a tin can all the way to school. I played soccer with the same intensity I would kick the ball from one goal all the way to the other. I had such fury and frustrated sexual energy that no one could stop me.


Ci trasferimmo ad Atene quando avevo nove anni. Fu uno shock passare dall’innocenza del villaggio alla vita della città. Niente natura, niente mare, niente scogli su cui giocare, niente prati per girovagare. Mi sentivo in gabbia; ero così pieno di rabbia che ero capace di dar calci a una lattina per tutta la strada fino alla scuola. Giocavo a calcio con la stessa intensità – potevo calciare la palla da una porta direttamente all’altra. Avevo tale furia ed energia sessuale frustrata che nessuno poteva fermarmi.


In 1939 Europe was preparing for war. My sister and her husband were living in New York City. She invited me to live with her – I was eighteen and she wanted to protect me. Soon after my arrival in New York, I enrolled in Columbia College. I took my entrance exams in French because I could barely speak English. When I heard that my cousins in Greece were fighting in the war, I volunteered to return but my request was never processed because by that time every thing was in hopeless disarray. At Columbia I had to study twice as much as everyone else to catch up on my English. And compared to my life in Greece, the freedom here was a shock.


Nel 1939 l’Europa si stava preparando alla guerra. Mia sorella e suo marito vivevano in New York City. Mi invitò a vivere con lei – avevo diciotto anni e lei voleva proteggermi. Poco dopo il mio arrivo a New York, mi iscrissi al Columbia College. Feci gli esami di ammissione in francese perché parlavo l’inglese stentatamente. Quando appresi che i miei cugini in Grecia combattevano in guerra, presentai la domanda per arruolarmi come volontario, ma la mia richiesta non fu mai considerata perché in quel momento tutto era in un caos disperato. Alla Colombia dovetti studiare il doppio di chiunque altro per mettermi in pari con l’inglese. E in confronto alla mia vita in Grecia, la libertà qui fu uno shock.


In 1944, while still in medical school, I was drafted into the Army and became an American citizen overnight! After I finished school I decided to stay in New York (instead of returning to Greece) and study for my Ph.D. in psychiatry – nothing else offered me such a broad view of life. I remember the first time I got excited about this work: I was fifteen, attending school in Athens, and I had read a magazine article about two men -Freud who had discovered the unconscious and Reich who had discovered “life energy”. Reich’s name meant nothing to me but my curiosity was piqued: what is this life energy? Years later, in New York City, a friend asked, “Have you heard of Wilhelm

Reich?” I said, “No.” She suggested I read The Function of the Orgasm. I read it and thought, “Wow, this is great stuff! This is an understanding of life at its source.” After I discussed it with her, she suggested I work with him. I said, “Who, me? Who am I to work with this genius?” I finally summoned up my courage and called him;


Nel 1944, mentre ero ancora alla scuola di medicina, fui chiamato alle armi e diventai cittadino americano da un giorno all’altro! Dopo aver finito la scuola decisi di restare a New York (invece di tornare in Grecia) e di studiare per il mio Ph.D. in psichiatria – null’altro mi offriva una visione della vita tanto ampia. Ricordo la prima volta che mi entusiasmai su questo lavoro: avevo quindici anni, andavo a scuola ad Atene, e avevo letto un articolo di una rivista su due uomini – Freud, che aveva scoperto l’inconscio, e Reich, che aveva scoperto l’ “energia vitale”. Il nome di Reich non mi diceva niente a quel tempo, ma la mia curiosità fu colpita: cosa è questa energia vitale? Anni dopo, a New York, un’amica mi chiese: “Hai sentito parlare di Wilhelm Reich?”, ed io dissi: “No”. Lei mi suggerì di leggere La funzione dell’orgasmo. Io lo lessi e pensai: “Questa è roba grossa! Questa è una comprensione della vita alla sua fonte”. Dopo averne parlato con lei, la mia amica mi suggerì di lavorare con lui. Io dissi: ” Chi, io? Chi sono io per lavorare con questo genio? “. E infine ho fatto appello a tutto il mio coraggio e lo chiamai”;


Reich took me as a patient. And he gave me hell! He ridiculed the mustache and tailor-made suits I favored in those days. When I told him I wanted to see orgone energy, he took me down to his basement laboratory and put me in an orgone accumulator. I saw strange things-spiral movements, rays and foggily masses- I thought something was wrong with my eyes. I was disappointed. My scientific training in medical school hadn’t prepared me for an experience like that! I kept working with him even though I felt overwhelmed by his authority, his big face, his powerful voice-like my father’s. I felt inferior; he provoked me to bring up my anger, my issues with male authority. In session he would have me wearing only shorts and lying on the couch. He’d say, “you’re not breathing!” Of course I wasn’t breathing-I was scared stiff. Then he would ask me about my sex life as he observed my body. Occasionally he would put his hand on an area of blockage-my abdomen or chest-and say, “Breathe out fast!” Or he would have me move energy by kicking or by moving my arms. He didn’t deal with my personality issues at that stage of our work; he was only concerned with moving my energy.


Reich mi prese come un paziente. Mi fece vedere l’inferno! Ridicolizzava i baffi e gli abiti sartoriali che mi piaceva portare in quei giorni. Quando gli ho detto di voler vedere l’energia orgone, mi portò giù nel seminterrato in laboratorio e mi mise in un accumulatore d’orgone. Vidi cose strane – movimenti a spirale, raggi e masse nebulose – e pensai che qualcosa non funzionava nei miei occhi. Ero deluso. La mia formazione alla scuola di Medicina non mi aveva preparato per un’esperienza come quella! Cominciai a lavorare con lui sebbene mi sentissi sovrastato dalla sua autorità, la sua grande faccia, la sua voce potente – tipo quella di mio padre. Mi sentivo inferiore; mi provocava per far venire su la rabbia, i miei problemi con l’autorità maschile. In sessione mi faceva stare in mutande sdraiato sul lettino. Diceva: “Non stai respirando!”. Per forza non respiravo – ero spaventato a morte.. Quindi mi chiedeva della mia vita sessuale mentre osservava il mio corpo. A volte metteva la sua mano su un’area di blocco – l’addome o il torace – e diceva, “Espira veloce”! Oppure mi faceva muovere l’energia calciando o muovendo le braccia. Non si è occupato dei miei problemi della personalità in quello stadio del nostro lavoro; era interessato solo a farmi muovere l’energia.


In the late Forties, Reich was perceived as a threat by the American Psychiatric Association and others. They pressured the Food and Drug Administration to arrest him for transporting orgone accumulators across state lines. Although I was now a member of Reich’s group and believed in the essence of his work, I saw that he and his followers were handling the matter poorly. I didn’t want to jeopardize my medical license for an insupportable cause so I decided to withdraw. It upset me deeply to leave at that time because Reich had played a crucial role in my life; he had the fire within-that’s where I connected with him. I was with him for two years before I realized he was the one I had read about in that Greek magazine when I was fifteen. After several years as a staff psychiatrist at a New York hospital, I resigned and began a private practice in Greenwich Village where I was eventually joined by Alexander Lowen whom I had met in Reich’s group. I was now married and had two daughters. For the next twelve years Lowen and I developed what came to be known as Bioenergetics. It was based on what we had learned about energy and character defenses in our work with Reich. It was very exciting to experiment with new techniques and concepts. We worked from the feet up and the head down, grounding the personality both energetically and mentally.


Alla fine degli anni ’40, Reich era percepito come una minaccia dall’ American Psychiatric Association ed altri. Fecero pressione sul Food and Drug Administration per arrestarlo perché trasportava gli accumulatori orgonici attraverso i confini degli stati. Benché io fossi allora un membro del gruppo di Reich e credessi nell’essenza del suo lavoro, vedevo che lui e i suoi seguaci stavano gestendo male la cosa. Io non volevo mettere a repentaglio la mia licenza di medico per una causa non sostenibile, cosicché decisi di ritirarmi. Mi sconvolse profondamente andare via in quel momento perché Reich aveva avuto un ruolo cruciale nella mia vita; egli aveva un fuoco dentro – questo è ciò che mi connetteva a lui. Stetti con lui due anni prima di realizzare che lui era la stessa persona di cui avevo letto in quella rivista greca da quindicenne. Dopo diversi anni di lavoro come psichiatra di staff in un ospedale di New York, mi licenziai ed iniziai a lavorare in privato al Greenwich Village dove finalmente fui raggiunto da Alexander Lowen che avevo incontrato nel gruppo di Reich. Ero ora coniugato e avevo due figlie. Nei dodici anni successivi Lowen ed io sviluppammo quella che è conosciuta come Bioenergetica. Era basata su quello che avevamo appreso sull’energia e sulle difese del carattere nel nostro lavoro con Reich. Era molto entusiasmante fare esperimenti con nuove tecniche e concetti. Lavoravamo dai piedi verso l’alto e dalla testa verso il basso, radicando la personalità sia energicamente che mentalmente.


But as time went on, I began to feel that something was missing in the work and in my life. My marriage was not going anywhere -it never blossomed into full flower, so my wife and I separated, and were later divorced. Around 1964 a patient of mine gave me a transcript of a lecture given by Eva Broch, a spiritual channel who, since 1957, had been giving lectures (while in trance) on the spiritual aspects of personal growth: the connection of ego and universal consciousness; love, Eros, and sexuality; unity and duality and related topics. She had created a community (The Pathwork of Self-Transformation) that studied and practiced these ideas. After reading her lecture I knew I had to meet her because she was transmitting elements that I felt were missing in my work. At our first meeting her dark eyes sent soul beams right into mine; she was vibrantly beautiful, a magnificent being. We quickly discovered the complementary nature of our work and she started giving me guide sessions. These were not therapy-it was beyond that. Her guide would evaluate my creative efforts. Through her he talked about ways for me to integrate and personalize my struggle, my work. It was very exciting and, of course, we fell in love. A few years later, Eva and I were married and around that time I left Bioenergetics to develop my work in a new direction.


Ma col passare del tempo, iniziai a sentire che qualcosa mi mancava, nel lavoro e nella vita. Il mio matrimonio era in un vicolo cieco – non erano sbocciati del tutto i fiori – cosicché mia moglie ed io ci separammo e più tardi divorziammo. Intorno al 1964 un paziente mi diede una trascrizione di una lezione di Eva Broch, una Medium spirituale che, dal 1957, aveva tenuto lezioni (mentre era in trance) sugli aspetti spirituali della crescita personale: la connessione fra consapevolezza personale e universale; Amore, Eros e Sessualità; unità e dualità e argomenti collegati. Lei aveva creato una comunità (The Pathwork di trasformazione del sè ) che studiava e metteva in pratica queste idee. Appena letta la sua lezione seppi di doverla incontrare perché lei trasmetteva elementi che sentivo mancanti nel mio lavoro. Fin dal nostro primo incontro i suoi occhi scuri mi mandarono raggi di luce dall’anima direttamente verso la mia; lei era di una bellezza vibrante, un essere magnifico. Abbiamo velocemente scoperto la natura complementare del nostro lavoro e lei cominciò a fare con me sessioni con la Guida. Queste non erano terapia – era al di là di questo. La sua Guida valutava i miei sforzi creativi. Attraverso lei parlava dei modi per integrare e personalizzare i miei sforzi, il mio lavoro. Era una cosa entusiasmante e, naturalmente, noi ci siamo innamorati. Alcuni anni più tardi, Eva e io ci siamo sposati ed è in quel periodo che ho lasciato la Bioenergetica per sviluppare il mio lavoro in una nuova direzione.


Those years with Eva were the happiest of my life. She was an artist an a dancer. One day I told her about the dance school I had gone to twenty years earlier to learn tango. I was in a room, alone with a very attractive instructor and thinking about more than tango when suddenly a woman opened the door and said, “Is everything OK in here?” I said, “Yes, fine,” while under my breath I was saying, “Get lost!” Eva said, “That woman at the door was me, I was the director of that school!” Our work brought us closer together; she awakened my interest in the spiritual dimension of consciousness. I brought to Pathwork the dimension of energy- how it connects the body and the personality with the spiritual self. This integration led to a flowering of the work and we practiced it until Eva’s death in 1979. Our love was precious, the way we cared for each other. There was a deep connection, total surrender. She was my soul mate, I was hers. Out of all this psychiatry, Reich, Bioenergetics, Eva’s guide, Pathwork- came Core Energetics. The work with Eva caused me to shift the emphasis of my work from the defenses to the creative, the spiritual self. Now, because I have a deep respect and love for people, my interventions can cut through their defenses quickly and cleanly. I know in my heart what I am doing and why. My ego is not in the work the way it was before. And continue to work on my own issues about authority, freeing myself to be more daring. I yearn to see Core Energetics blossom in many more ways in order to help unify the split between psychology, religion, science, and personal life. My work is to reach the depth of a person’s entity. To help that person open up, transform….. move!


Quegli anni con Eva furono i più felici della mia vita. Lei era un’artista e una ballerina. Un giorno le dissi della scuola di danza in cui ero andato venti anni prima per imparare il tango.

Ero in una stanza da solo con un’istruttrice molto attraente, pensando a molto più che il tango, quando improvvisamente una donna aprì la porta dicendo: ” E’ tutto OK qui?”. Io ho detto: “Si, bene”, mentre dentro di me dicevo: “Sparisci!”. Eva disse, “la donna alla porta ero io, ero il direttore di quella scuola!”. Il nostro lavoro ci portò ad avvicinarci: lei accese il mio interesse per la dimensione spirituale della consapevolezza ed io portai al Pathwork la dimensione dell’energia, come essa collega il corpo e la personalità al sé spirituale. Questa integrazione condusse a una fioritura del lavoro e noi la praticammo fino alla morte di Eva nel 1979. Il nostro amore è stato prezioso, il modo in cui ci prendevamo cura l’uno dell’altro. C’era una profonda connessione, la resa totale. Lei era la mia anima gemella ed io ero la sua. Da tutto questo, cioè psichiatria, Reich, Bioenergetica, la guida di Eva, il Pathwork, è venuta la Core Energetics. Il lavoro con Eva ha fatto in modo che spostassi l’enfasi del mio lavoro dalle difese alla parte creativa, al Sé spirituale. Ora, poiché ho un profondo rispetto e amore per le persone, i miei interventi possono aprire le loro difese in modo veloce e netto. So nel mio cuore quello che faccio e perché. Il mio ego non è presente nel lavoro nel modo in cui lo era prima. E continuo a lavorare sui miei problemi riguardo l’autorità, liberandomi per essere più audace. Bramo vedere la Core Energetics fiorire in molti più modi per aiutare a unificare la divisione tra psicologia, religione, scienza e vita personale. Il mio lavoro è raggiungere la profondità della persona. Per aiutare quella persona ad aprirsi, trasformarsi …. muoversi!


February 8, 1921 – February 1, 2001


Dr. Pierrakos’ mission was to expand the scope of the psychotherapeutic concept from the traditional Freudian approach to one that embraces the whole personality and inherent spirituality of the individual.

He was dedicated to inspiring people in their lives and personal journeys, and to teaching and creating professional institutes worldwide for the training of health care professionals in the evolutionary approach of Core Energetics.


  • D., Long Island College of Medicine (University of the State of New York, Downstate Medical School), New York, NY, 1947
  • Internship, Downstate Medical School, Kings County Medical Center, Brooklyn, NY,
  • Three Years Post Graduate Training, Psychiatry, Downstate Medical School, 1948-1951


  • Junior Staff Psychiatrist, Kings County Psychiatric Hospital, Brooklyn, NY 1947-1949
  • Commander, US Navy, Assistant Director of Psychiatric Treatment Center, U.S. Naval Station, Portsmouth, VA, 1952-54
  • Private Psychiatric Practice, research and experimental work in energy and consciousness with applications to psychotherapy, New York, NY, 1954-55
  • Co-Founder, Bioenergetics and Bioenergetics Institute, in association with Alexander Lowen, M.D., New York, NY, 1955-1970
  • Co-Founder, Pathwork Center, Phoenicia, NY, in association with Eva Broch Pierrakos, founder of The Pathwork, a spiritual approach to holistic therapy and personal growth, 1969 – Present
  • Founder and Director, Institute of Core Energetics, 1973 – 2001
  • Private Practice, Core Energetics, 1973 – 2001