Trasformazione

14 settembre 2015

“Puro e disposto a salire alle stelle”*

La Core Energetics asserisce che il sé superiore, ovvero l’essenza della persona, è amore; ma già il Libro della Genesi narra che Dio ha fatto l’uomo a sua immagine e in più parti la Bibbia ci dice che Dio è amore; molte altre tradizioni sostengono che l’essenza del sé è amore.

Nuvole raggiDi questo possiamo fare esperienza davanti ad un bambino appena nato, sentendo quanto ci colpisce l’energia, l’amore, la vita che attraverso di lui fluisce. Tuttavia, nei primi 5 o 6 anni di vita, il bambino può subire uno o più traumi, a livello fisico, emotivo, psicologico o sessuale. Qualunque sia il trauma, esso ha l’effetto di ostruire, o addirittura interrompere, nel bambino il flusso di energia amorevole che scorre con il mondo esterno.

Quando avvengono queste esperienze dolorose e traumatiche, il bambino ha una o più reazioni negative primitive come paura, terrore, rabbia, odio, gelosia, e queste diventano parti integranti della personalità. Il bambino però ben presto si rende conto di non poter mostrare di essere arrabbiato o impaurito senza rischiare ulteriori frustrazioni, così sviluppa una “maschera” per affrontare il mondo e sopravvivere. Questa è la soluzione che il bambino trova per proteggere l’integrità del sé: anestetizzarsi per non sentire il dolore, limitando il flusso di energia amorevole che scorre nel suo corpo, e creando di conseguenza blocchi del sistema muscolare e respiratorio. Così anche il movimento di energia che naturalmente dal sé superiore si espandeva nell’espressione creativa verso gli altri si inaridisce, si contrae, rimanendo notevolmente ridotto.

I blocchi fisici ed energetici creati dai traumi e dalle esperienze avverse dell’infanzia prendono forma come caratteristiche fisiche e stili di comportamento per dare origine a ciò che la Core Energetics chiama “difesa caratteriale”.

John e Eva Pierrakos individuano il processo necessario per superare queste limitazioni funzionali dell’essere umano e per sviluppare la capacità di riconnettersi con il nucleo originario della propria persona costruendo dal suo centro le risposte più funzionali alle frustrazione che la vita normalmente ci sottopone.

Questo processo consiste nell’aiutare le persone a vedere gli elementi della loro “maschera”; a riconoscerli e accettarli senza giudizio e senza collusione; a rilasciare così le reazioni negative (sé inferiore), a sentire ed accoglere il dolore ancora congelato dell’emozione infantile ferita affinché possa tornare il flusso di energia creativa e amorevole del Sé Superiore. Flusso eterno di energia d’amore che fluisce eternamente in noi e nell’universo e in cui tutti siamo immersi. “Amor che move il sole e l’altre stelle”**

* Ultimo verso del Purgatorio della Divina Commedia – Dante Alighieri.

** Ultimo verso del Paradiso della Divina Commedia – Dante Alighieri

 

Carlo Gibello e Valentina Sanna – 2/11/2014

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