Approccio Teorico

Reich Freud-150x150Il nostro approccio teorico si basa sulle pionieristiche ricerche condotte fin dagli anni ’30 da Wilhelm Reich, allievo prediletto di Freud. Egli, sviluppando le originarie ipotesi freudiane sull’eziologia sessuale delle nevrosi, teorizzò l’importanza della potenza orgastica nella costituzione psicofisica degli individui ed il ruolo sociale della sessualità.

Come ricercatore puro, Reich scoprì in laboratorio la radiazione emanata dalla sabbia oceanica, in grado di impressionare lastre fotografiche, e da qui giunse all’elaborazione della sua teoria dell'”orgone”, ovvero l’energia fondamentale che permea la materia animata e inanimata, la base dell’energia biologica che costituisce ogni essere vivente. Reich costruì diverse macchine che facevano uso dell’orgone in campo terapeutico ed in campo meteorologico.

ReichCome psichiatra e psicoanalista, verificò attraverso l’esperienza con i suoi pazienti la base energetica dei processi biologici compresi quelli emotivi e cognitivi. Unendo la psicologia alla fisiologia pose dunque le base teoriche della psicosomatica, e nel 1933 con il libro “L’analisi del carattere” descrisse le correlazioni fra difese psicologiche e conformazione fisica.

John Pierrakos, allievo di Reich, fin dagli anni ’40 proseguì la ricerca partendo dall’analisi del carattere e dall’energia vitale (termine che sostituì l’Orgone Reichiano), e successivamente insieme a Alexander Lowen creò l” Analisi Bioenergetica” come tecnica di lavoro terapeutico. Questa originale modalità di relazione di aiuto si basa sui concetti di Grounding e di Armatura Caratteriale difensiva.

Pierrakos continuò inoltre gli studi sul campo energetico umano, insegnando a percepire e a lavorare con l’energia che circonda e pervade l’essere umano, trovando perfetta corrispondenza con ciò che che le tradizioni orientali conoscono e studiano da millenni: l’aura.

Eva-and-John-2-300x217Fondamentale nel successivo sviluppo del lavoro di John Pierrakos fu l’incontro con Eva Broch, e con la visione del mondo e degli esseri umani proposta dal Pathwork. Il complesso delle Lezioni del Pathwork confermava pienamente quanto scoperto e studiato da John, ma aggiungeva una componente spirituale al lavoro terapeutico: la purificazione degli aspetti limitanti della difesa caratteriale diventa processo evolutivo di avvicinamento alla verità che giace in noi.

A quel punto si interruppe il cammino comune con A.Lowen, quest’ultimo indirizzò la Bioenergetica verso la ricerca del benessere psicofisico, mentre il pensiero di John trovò compiutezza nella definizione della Core Energetics, una visione dell’uomo e dell’universo in chiave energetica ed evolutiva, secondo la quale il cammino personale verso la consapevolezza si affronta con un processo di lavoro che comprende tutti i livelli dell’individuo, fisico, emotivo, mentale e spirituale. In questa prospettiva disagio e malattia sono viste come occasioni per realizzare una profonda esperienza di sé, un cammino in regioni inesplorate, dove conoscere accettare ed integrare i “paesaggi” della propria coscienza individuale.

L’approccio filosofico si basa sul principio socratico del “conosci te stesso”, esteso a tutte le componenti dell’essere umano: dare attenzione alle sensazioni che il corpo prova, sentire e saper riconoscere le emozioni, osservare i pensieri e distinguere quelli limitanti da quelli intuitivi e creativi, seguire l’anelito spirituale. Il counselor conosce l’arte della Maieutica e ne usa le tecniche, come un’antica levatrice che aiuta la partoriente a dare alla luce il frutto del suo grembo e non partorisce al suo posto.

John Pierrakos utilizzava spesso l’esempio della Divina Commedia per spiegare il senso e lo scopo del suo lavoro, e noi ne condividiamo l’approccio. La vita umana non è mai una tragedia, bensi un cammino che porta l’uomo avveduto “nel mezzo del cammin” della sua vita nella “selva oscura”, cioè dopo aver ripetuto per metà della vita esperienze insoddisfacenti si rende conto della confusione in cui vive ed inizia un cammino di ricerca della propria autenticità. E subito prova ad avviarsi per la via facile diritta che scorge salire la collina con i primi raggi del sole dell’alba, ma qui incontra il pericolo insormontabile delle tre fiere e quindi rinuncia, ritorna alla selva, e lì incontra la sua prima guida, Virgilio, che gli indica l’unica strada per salvarsi (transumanar), quella che parte dal conoscere le proprie parti più negative, “l’inferno”, per poi purificarsi camminando nel “purgatorio” ed infine proseguire la propria evoluzione nella gioia (indiarsi), fino all’estasi di trovarsi dinanzi al volto di Dio.

Carlo Gibello e Valentina Sanna  27/01/2015

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