Approccio metodologico

Alberi 2 PiaggeDentro ognuno di noi brilla una fiamma, e noi sentiamo istintivamente l’anelito a riconnetterci a questa fiamma come esperienza viva che dà consapevolezza. Sentiamo che attraverso la consapevolezza c’è per noi la possibilità di scelta fra la ricerca della verità e stare dentro alla maschera, fra lo staccarsi dalla propria immagine ideale o aderirvi per reazione, positiva o negativa, alle aspettative altrui.

Seguire l’immagine ideale ci porta nella confusione su chi siamo veramente e ci rende incapaci di scegliere e di assumerci la responsabilità della nostra vita. Costruiamo la nostra immagine ideale e vi aderiamo completamente per nascondere agli altri e perfino a noi stessi le nostre difese e distorsioni, in cui ci identifichiamo. Ma le difese caratteriali non sono il vero sé, e costruirci la maschera non è la soluzione.

Kiva MuraLe nostre difese caratteriali materializzano le difficoltà create dai nostri comportamenti ripetitivi, ed hanno uno scopo, quello di guidarci dentro il nostro compito della vita, come un filo di Arianna per ritrovare la strada di ritorno all’Uno.

Ognuno di noi deve fare questo lavoro per sè, e nessuno può farlo al nostro posto. Attraverso lo sviluppo della consapevolezza della struttura caratteriale si può guardare nelle profondità di se stessi, e l’unico mezzo per raggiungere la consapevolezza è l’esperienza su di sè, provando e riprovando con la responsabilità di adulti, da uno spazio di intento positivo, accettando noi stessi così come siamo e il mondo intero così com’è. Perdoniamo i genitori per perdonare noi stessi, e perdoniamo noi stessi per perdonare la separazione da Dio.

In sintesi, il nostro approccio metodologico prevede alcuni punti base:

  • Fiducia: per realizzare il compito della vita coltiviamo la fiducia nell’unico momento e nell’unico luogo che conta, il qui ed ora, per agire e per lasciar essere;
  • Accettazione: impariamo l’attenzione e l’accettazione della nostra realtà più profonda, sia quando siamo in contatto con la nostra bellezza e i nostri talenti, sia quanto scopriamo i nostri limiti e le distorsioni;
  • Assenza di giudizio: asteniamoci dal giudicare quello che vediamo in noi, dal dividere in giusto e sbagliato, buono e cattivo, ma osserviamo la nostra profonda dualità;
  • Responsabilità: appropriamoci delle nostre emozioni disfunzionali, delle pagine non lette del libro della nostra vita e prendiamoci le nostre responsabilità pienamente, senza indugiare in vittimismo o senso di colpa;
  • Scelta: utilizziamo il discernimento in modo coerente e funzionale con la nostra vita di adulti ( la PHRONESIS platonica, l’unica moneta con cui vale la pena cambiare ogni altra moneta), per esercitare il libero arbitrio, il nostro diritto di scelta.

Questi sono strumenti che ci consentono di essere da subito più liberi, più leggeri, più realizzati, più sereni e felici, anche prima che tutta la nostra vita sia libera, leggera, realizzata, serena e felice.

Carlo Gibello e Valentina Sanna 27/01/2015

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